PAZ
lunedì, 29 giugno 2009

ragnatela*autoproduzioni DOMENICA 5 LUGLIO VESUVIO_FIUME DI PIETRA

pataTortofinale[1]




domenica 5 luglio_VESUVIO_FIUME DI PIETRA




                     ragnatela*autoproduzioni




«Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno piu’ le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita». (1962)P.P. Pasolini




                             "ORTI*INSORTI"




Scritto e raccontato da Elena Guerrini. In collaborazione con www.ortidipace.org con l’aiuto prezioso di Pia Pera: autrice de “l’orto di un perdigiorno” e di Libereso Guglielmi: il giardiniere di Italo Calvino




Elena Guerrini autrice e attrice ha lavorato con il Teatro della Valdoca, la Compagnia i Pippo Delbono, e nel cinema con Pupi Avati,G.Bertolucci,Pappi Corsicato,Alfonso Arau.




interviene Antonio de Falco esperto in agricoltura sinergica www.agricolturasinergica.it




Orti Insorti è uno spettacolo sulle memorie della nostra civiltà contadina nata da una ricerca sui ricordi del mi’ nonno che era mezzadro. Foto vecchie, storie, sogni, visioni, ricordi, finzioni, fantasie, memorie,barzellette, canzoni degli anni 70, bestemmie, racconti e personaggi di paese, alcune cose sono successe davvero, altre succederanno…Una riflessione sul significato di progresso e sviluppo.




 INOLTRE durante tutta la domenica a partire dalle ore 10°° fino al tramonto, mercato senza mercanti, SCEC, paTAOrto, cartoline con patannullo, Commento fotografico di Fernanda Freire agronoma permacultrice dal Brasile per una Rete di Orti di Pace, grazie all'ECOISTITUTO di Cesena, presentazione "Mundus" di Mimmo Grasso ed.Valtrend




NEI GIORNI PRECEDENTI: 3_4_5>>>MERCANTI&CIMBALI




Musiche&Danze tradizionali Campane_Laboratorio di percussioni e danza sul tamburo condotto da Bruno Senese "SUONI LAVICI"




Sabato 4 luglio ore 11°° CRITICAL*MASS piazza Plebiscito, successivamente chi vuole sale al Fiume di Pietra dove dalle ore 17°° ci sarà la panificazione del Pane*Libera*Sogni




per info&adesioni ragnatela*autoproduzioni Paz 3289739045 kapaelion@libero.it www.pazzariello.splinder.com




SPAZIO TENDE/CAMPER DISPONIBILI




***E CHE OGNUNO SI PORTI> PIATTO/BICCHIERE/POSATE!!!




DIVIETO ASSOLUTO DI PLASTICA!!!




www.fiumedipietra.org




Fiume di Pietra Via Osservatorio, 22 80056 Ercolano (Na) Tel.0817397046



postato da: PAZZARIELLO alle ore 16:34 | link | commenti
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martedì, 23 giugno 2009

QUANTE BELLE COSE CI STIAMO PERDENDO ?


Un violinista nella metropolitana. Una storia vera. Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro. Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari. Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?". Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"
postato da: PAZZARIELLO alle ore 14:13 | link | commenti (1)
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domenica, 14 giugno 2009

ragnatela*autoproduzioni

ecco cosa potrebbe accadere la prossima ragnatela...prendete nota e diffondete!

* il luogo: vesuvio  www.fiumedipietra.org


* la data: ven3 sab4 e dom5 luglio 2009 


*3 giorni di laboratorio di percussioni e danza rituale sul tammuro a cura dei SUONI LAVICI, domenica presentazione di "TARANTERRA" del poeta patafisico Mimmo GRASSO che si concluderà con performance coreutica






* ospiteremo  la mostra fotografica di Fernanda FREIRE http://www.flickr.com/fefreire dal Brasile attualmente in viaggio in Italia per documentare con la fotografia gli ORTI DI PACE  www.ortidipace.org 


grazie all'ECOISTITUTO DI CESENA, a fine luglio Fernanda presenterà questa esperienza in un incontro di Educatori Ambientali a Rio de Janeiro, con l’intento di creare anche in Brasile una Rete di ORTI DI PACE.


* il 4 si panificano circa 50kg di impasto a mano, che, Marga, del teatro de los sentidos di Vargas durante un'edizione della ragnatela a casacuma ha battezzato pane*libera*sogni , con un pasta madre che ha quasi 150 anni, acqua di sorgente, sale integrale, grani antichi e forno a legna.


* domenica 5 ragnatela*autoproduzioni


feria mercato senza mercanti


al tramonto "ORTI*INSORTI" scritto e raccontato da Elena GUERRINI "in giardino con Pasolini, Calvino e il mì nonno contadino in Maremma" www.ortiinsorti.blogspot.com


*cartoline e poesia dal "paTAOrto" con francobollo "orto bugiardo" patannullato da Paola ACAMPA "L'ULTIMA DEI MOLTI CANI"


*sarà presente Antonio de FALCO esperto di agricoltura sinergica www.agricolturasinergica.it




*martedì 7 luglio FESTA DELLA LUNA c/o ARCIPELAGO SAGAROTE Diamante (CS) con LIVING THEATRE ITALIA




SPAZIO CAMPER TENDE CAMPER CUCINA POPOLARE


***questo è quello che per il momento abbiamo abbozzato seguiranno ulteriori info un abbraccio a presto gpaz  tutto sarà cmq pubblicato su www.pazzariello.splinder.com


per ulteriori info e adesioni contattatemi al 3289739045 o alla mail kapaelion@libero.it anche se interessa lo spettacolo teatrale "ORTI*INSORTI" nelle date subito dopo il 5/7 tra basilicata e calabria































http://www.youtube.com/watch?v=xXRCUKHm9cU


postato da: PAZZARIELLO alle ore 17:26 | link | commenti
categorie: gas , pazzariello
lunedì, 08 giugno 2009

ragnatela nel ceMENTO

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postato da: PAZZARIELLO alle ore 23:40 | link | commenti
categorie: foto
lunedì, 18 maggio 2009

CEMENTO


ceMENTO






portate>bicchiere/piatto&posate per chi vuole mangiare&bere,non utilizziamo plastica x favore diffondete baci&abbracci PAZ









CEMENTO – La menzogna come collante sociale




una mostra di cyop&kaf

in collaborazione con: diego miedo, malov, eno, aria


6 Giugno 2009 da mezzogiorno a mezzanotte.


ambientazione sonora a cura di Bruciatown Fa-Mass featuring Soul Pirates





Ragnatela p.a.n.k.s. / pranzo conviviAle / area basket / fire performance



Proiezione del docufilm a cura di Insu^Tv “Una montagna di Balle”


Quarto (Na). ex macello, ex centro sociale, neodiscarica


servizio navetta dalla stazione della cumana di Quarto Officina.


In auto: uscita tangenziale Quarto-Monteruscello nord, seguire per Quarto, svoltare la primissima a destra.




SEGUI LA MAPPA


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Tutto è partito da un luogo che conoscevamo bene. Lì vicino c’era l’unico centro sociale della zona, un macello comunale che dopo aver macellato una bella fetta di denaro pubblico era diventato ex ancor prima di avere prodotto una sola bistecca. Il centro sociale ha continuato le sue attività per un paio d’anni, poi, caso singolare ma tipico dei giorni nostri, non è stato sgombrato dalla polizia, è più semplicemente imploso. Ora è stato trasformato in un sito di raccolta dei rifiuti ingombranti attorno al quale gravitano decine di microdiscariche abusive.



Siamo a Quarto, Napoli. Più di cinquantamila abitanti. Lo scenario è quello tipico della maggior parte dell’hinterland: case alte non più di tre quattro piani e solo da poco trasformate, grazie alle leggine di Berlusconi I e II in – udite udite – sottotetti termici, sottospecie di baite di montagna, tanto che scherzando qualcuno oggi la chiama Quarto d’Ampezzo. E poi cos’altro: ferrovia e droga per evadere, negozi di abbigliamento, parrucchieri, bar, centri scommesse, e due centri commerciali. Il primo, Le Campane, a riguardarlo dopo aver visto quello nuovo l’Ipercoop – vero orgoglio della città – sembra una vecchia salumeria dell’angolo.



Ora, dovete sapere che per far arrivare la gente all’Ipercoop si dovevano costruire strade nuove. È chiaro, è giusto. Altrimenti i fondi europei a che servono? Già c’era un raccordo con la tangenziale che portava direttamente a Quarto senza passare per l’uscita di Pozzuoli-via Campana che l’ozono solo sa quanto traffico creava, ma per tutti gli anni Ottanta e Novanta è rimasto chiuso. Era completato, noi ci andavamo a giocare a pallone. Il campo poteva essere lungo quanto si voleva ed era bellissimo stendersi sulla strada deserta o guardare dall’alto dei suoi piloni. Era lì, bello e pronto e non veniva aperto. Perché offrire un servizio se nessuno ci guadagna niente? Qualche anno dopo la sua inaugurazione ci hanno piazzato accanto il centro commerciale. Questo fatto a noi sembra quel che si chiama Pianificazione. Chi dice che non se ne faccia a queste latitudini? E si pianifica solo se si ha un’idea di sviluppo. Alla base di quest’idea c’è l’assioma principe della modernità: Più tutto uguale Più felicità.



A noi quest’equazione, farebbe solo sorridere se non ne avessimo ogni giorno sotto gli occhi le tragiche conseguenze e se non vedessimo l’adesione quasi totale delle persone a questo modello di sviluppo. Così, andando a dipingere sotto le fondamenta di questo simbolo delirante, ci chiedevamo: cosa tiene ancora unita la società socialconsumisticocapitalista? Soprattutto alla luce del disastro dei rifiuti che ne riassumeva la follia.



Non ne siamo sicuri, ma ci è venuto in mente la menzogna. Si narra che tempo fa avessero le gambe corte. Ma oggi? Le bugie sono dei pilastri, e in quanto tali fatte di poderose colate di cemento. Ciò che viene compattato da questa gettata è, dunque, un’umanità frammentata e prossima all’evaporazione. Uomini-goccia, mare disperso scientificamente che sopravvive facendo finta. Finta di che? Di credere. Alle notizie, ai mass-media, alle celebrazioni auto narranti dei social network, alle statistiche, ai numeri, a Dio.



Non che giornali, tv, internet non dicano la verità. Diciamo solo che è grattugiata, sparsa qua e là, e si fa fatica a isolarla dal resto, così, nel caso dei cinici (o disincantati) si finisce col non credere più a nulla (tutte cazzate), e nel caso degli ingenui (o gli indifesi) col credere a tutto (l’ha detto la tv).



Quello che ci inquieta non è la bugia in sè, che – detto tra noi – può essere divertente e talvolta anche utile, “…dicci chi era che lo condanniamo a morte / e che ne so chi l’ha visto…”, ma l’indistinto nel quale queste bugie si vanno a inserire. L’adesione acritica a questo mentire generalizzato scambiato per il vero. La bugia non come altro piatto della bilancia, ma come misura che rende irrilevante il peso di ogni altra visione del mondo.





Ritornando a noi, vi invitiamo a venire a vedere, ancora meglio, a sentire, il lavoro che abbiamo realizzato negli ultimi tre anni in quel luogo, con il prezioso contributo di alcuni dei nostri più cari amici. Anche dipingere è finzione certo, ma come ha scritto qualcuno: “Solo la poesia non vive che di finzione. È una menzogna continua che ha tutti i caratteri della verità. Non esistono inganni, né fraintendimenti: affrontare un testo, un’opera d’arte, un film, significa accettare di credere all’esistenza di realtà inesistenti, accettare di cortocircuitare i campi semantici delle proprie parole, accettare di discutere i propri pregiudizi”.





La nostra finzione è anche un invito a non aderire alla nuova ideologia interplanetaria che si diffonde inesorabile al grido di: Bugie di tutto il mondo, uniteci! (cyop&kaf)

www.cyopekaf.org

www.pazzariello.splinder.com

www.napolimonitor.wordpress.com/cemento/

www.myspace.com/zoona69

www.insutv.it

www.myspace.com/bruciatown

postato da: PAZZARIELLO alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: video, iniziative, festa, gas , pazzariello

Sgonfia anche tu un Suv!

 





Da un po' di anni circolano per le città fuoristrada concepiti per la guerra, i cosiddetti Suv. Oltre ad essere esageratamente enormi per l'uso che ne viene fatto, questi rinoceronti della strada sono pericolosi per l'ambiente e per chi ha la sfortuna di scontrarcisi. Inoltre il Suv è davvero troppo ingombrante e la maggior parte di essi circola con a bordo il solo autista. Oltretutto la maggior parte delle strade italiane sono troppo strette per ospitare fuoristrada dalle misure americane. Forse il Suv è diventato un sex-symbol, tanto da compensare l'inferiorità fallica di chi se lo compra.


A Parigi, da circa tre anni, i proprietari di questi "mezzi pesanti" non hanno vita facile. Infatti, qualcuno di loro, uscito di casa per andare al lavoro, pronto a montare sul suo bestione, si è imbattuto in un gesto di "ecoterrorismo": pneumatici a terra. Sul tergicristallo un volantino così recita:

«Madame, Monsieur,

la Sua macchina da guerra inquina in media due volte più di un veicolo leggero classico, aumentando le emissioni di CO2 *(242 g di CO2 per chilometro in media per un 4x4 nuovo contro 146 g per una grossa berlina) e di conseguenza il numero di malattie respiratorie nei soggetti più deboli (persone anziane e bambini). Questo fuoristada, concepito per la guerra, è stato sfortunatamente adattato alle nostre città. Nell'ultimo semestre del 2004, le vendite di questo tipo di congegno sono aumentate del 20 per cento. In un incidente che coivolge un 4x4, i pedoni e i ciclisti vedono le loro possibilità di sopravvivenza divise per tre. Di conseguenza, noi procediamo alla copertura parziale del Suo debito di ossigeno liberando quello che si trova nei Suoi pneumatici». Firmato: «Più o meno chiunque disponga di un apparato respiratorio».

Davvero geniali. Gli autori sono i "dégonflé": commandi di ragazzi si aggirano di notte per le strade più tranquille di Parigi, armati di passamontagna e adattatori per pompe di bicicletta, per colpire uno degli ultimi simboli della modernità occidentale. L'adattatore serve a sgonfiare lentamente i pneumatici ed evitare il rischio che scatti l'allarme.

Sgonfiare e non bucare: così, il proprietario dell'auto ha scarse speranze di ottenere condanne o rimborsi. Inoltre gli "sgonfiatori" non dimenticano mai di lasciare sul parabrezza il volantino rivendicativo. Perché le imprese dei dégonflés non devono confondersi con banali atti di vandalismo.

La guida spirituale del movimento si fa chiamare «sous-adjudant Marrant», qualcosa come «sub-maresciallo Buffo». L'assonanza con il sub-comandante Marcos non è casuale, come si può desumere leggendo il seguente stralcio di una sua intervista, alle quali è solito presentarsi in passamontagna:


«L'immaginario della lotta zapatista», spiega il sub-maresciallo, «ruota attorno all'idea che è necessario rinunciare al proprio volto, alla propria identità per lasciare spazio alla battaglia dei popoli indios, che sovrasta tutto, comanda tutti». E continua: «Anche noi, facendo le debite proporzioni, dobbiamo abbandonare i personalismi, per concentrare l'attenzione sulla battaglia culturale contro la tirannia dell'apparenza e dello spreco, una battaglia che è di tutti». «Questo ci permette», precisa, «di moltiplicare i metodi della lotta: oggi attacchiamo i 4x4, domani toccherà ad un altro simbolo del consumismo scriteriato».

«Il Suv è un veicolo di campagna, non serve a nulla in città: troppo grande, è pericoloso e inquinante. Chi lo acquista cerca uno status symbol, che esprima originalità e senso dell'avventura, lusso e potenza. Sa bene di inquinare di più, ma se ne frega». E per di più in piena crisi petrolifera, aggiungo io.

«Il mercato dell'automobile ha alle spalle lobby troppo potenti. Politicamente, non c'è nulla da fare». Si deve passare all'azione diretta: «L'attivista è di solito un debole che attacca un potente. In questo caso, noi colpiamo direttamente il consumatore. È il cittadino che affronta un altro cittadino». «La nostra è una scelta provocatoria, ne siamo coscienti e ce ne assumiamo le conseguenze. Abbiamo scatenato e scateneremo reazioni violente: ci chiamano terroristi, riceviamo centinaia di mail di minaccia, e i proprietari dei Suv hanno cercato persino di organizzare ronde notturne per stanarci!». Ma anche questo fa parte della strategia dei dégonflés, è anzi lo scopo stesso delle loro azioni: «Vogliamo suscitare il dibattito, far riflettere sull'assurdità di avere un 4x4 in città.

È solo una moda, l'ultimo accessorio dello snobismo.

Allora basta cambiare la moda, farlo diventare di cattivo gusto.

E la gente comprerà un'altra auto».


Le prime incursioni dei dégonflés sono state lanciate dalla tribuna delle "Brigate anti-pubblicità" (http://bap.propagande.org/ - consiglio di visitare il sito per apprezzare le azioni dimostrative, artistiche e situazioniste del movimento).

In seguito, attivisti provenienti da diversi percorsi si sono incontrati per una battaglia comune, in varie città della Francia e in altre nazioni europee, creando un movimento dal basso che si è sviluppato grazie al web, che non è più (o, almeno, non solo) iniziativa collettiva, organizzata e diretta dall'alto, dai partiti, dalle associazioni, dai movimenti. Inoltre, ecologisti e sgonfiatori inieme, organizzano manifestazioni di protesta di fronte alle vetrine dei concessionari che espongono i fuoristrada: trovando in queste situazioni modi di agire comune.


postato da: PAZZARIELLO alle ore 17:37 | link | commenti
categorie: iniziative, pazzariello
martedì, 12 maggio 2009

ragnatela nel ceMENTO sabato 6 giugno

postato da: PAZZARIELLO alle ore 20:22 | link | commenti (2)
categorie: festa, gas , pazzariello
lunedì, 11 maggio 2009

Giovedì 28 maggio > Aspettando la Ciemmona...

ore 20.00 CSOA EX-SNIA, via Prenestina, 173 (Pigneto )

      Porta i tuoi indumenti preferiti da stampare con disegni Critical Mass

      Al termine: cena, giochi e stornelli.


Venerdì 29 maggio > 7° Compleanno di Critical Mass Roma

 ore 18.00, Piazza delle Masse Critiche (Piramide)

    Al termine: grande asta di biciclette,

      cena e concerto dei Radici nel Cemento  presso il L.O.A. Acrobax,

     
in via della Vasca Navale, 6 (Ponte Marconi)



Sabato 30 maggio > Critical Mass Interplanetaria


ore 15.00 partenza da ogni ciclofficina romana (mappa )

ore 16:00 Giardini della Basilica di San Paolo

     Al termine: cena all'ex-scuola 8 marzo occupata

       in via dell'Impruneta 51 (Magliana)

ore 24:00 Critical Mass Notturna, si torna in massa al centro



Domenica 31 maggio
> Massa Critica balneare, tutti a Ostia!

ore 11:00 Rotta verso il mare

partenza da Piazza delle Masse Critiche (Piramide)

postato da: PAZZARIELLO alle ore 18:49 | link | commenti
categorie: critical mass